









L’esperienza tattile è duplice: vive della polarità fondamentale tra somestesia e percezione aptico-manuale, tra la sensibilità cutanea estesa e quella localizzata nelle mani. Ed è Il carattere indefinito e plastico, immaturo e incerto della corporeità umana che apre la porta spazio-temporale alla comparsa evolutiva del linguaggio.
Non è mia intenzione in questa sede ripercorrere le teorie sull’origine del linguaggio, quanto, piuttosto approfondirne la relazione con il senso tattile, e una volta tracciato un filo conduttore (seppur ramificato), diciamo una volta tracciato un rizoma, vedere l’effetto che fa.